Una sperimentazione importante nella lotta contro la malattia di Alzheimer, che combina tecnologie all’avanguardia per creare un ecosistema informativo integrato e di monitoraggio avanzato. Una piattaforma innovativa che mira a ridefinire la gestione di questa malattia attraverso analisi multidimensionali, a supporto di diagnosi precoci, trattamenti più efficaci e politiche sanitarie basate su evidenze, con l’obiettivo di contenere i costi pubblici e mitigare l’impatto sociale della malattia.
Si parla in generale di demenza per indicare una serie di patologie per lo più progressive, che incidono sulla memoria e sulle abilità cognitive dei soggetti che ne sono affetti, alterando di fatto il normale svolgimento della vita quotidiana. La malattia di Alzheimer (MA) è la più diffusa (60-70% dei casi totali). L’esigenza di sperimentare nuovi approcci è determinata dalle previsioni sconfortanti sull’incremento della popolazione anziana, soprattutto nei paesi sviluppati come il nostro. Uno scenario davvero critico per i sistemi sanitari: un individuo con demenza costa al sistema sanitario tre volte di più di un individuo della stessa età senza patologia. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2025 si stima che siano circa 57 milioni le persone nel mondo che vivono con una forma di demenza ed ogni anno si registrano quasi 10 milioni di nuovi casi. Oltre il 60% delle persone con demenza vive in paesi a basso e medio reddito. Le previsioni stimano 75 milioni di casi entro il 2030 e 132 milioni entro il 2050, a causa dell’invecchiamento della popolazione.
Questi dati confermano la necessità urgente di sviluppare nuovi approcci terapeutici e di assistenza, soprattutto nei paesi sviluppati dove l’invecchiamento demografico è più marcato.
Tramite AI e l’integrazione di dati clinici e strumentali oggi è possibile migliorare la diagnosi precoce e incrementare l’accuratezza diagnostica delle demenze. L’obiettivo è migliorare le capacità di screening sulle popolazioni e potenziare l’early detection e l’early diagnosis identificando i segnali preclinici per rallentare la degenerazione neuronale e aumentare l’efficacia terapeutica tramite interventi tempestivi, beneficiando sia il singolo paziente che l’intera popolazione, anche in termini di contenimento dei costi pubblici.
A questa sfida così importante risponde ALCMAEON – progetto che Deda Speed conduce insieme al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) – con gli istituti IRIB (Istituto per la Ricerca e l’Innovazione Biomedica) e ICAR (Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni) – e alla società Contesti.

Partito nel 2022, il progetto entra nel vivo in questo periodo con l’obiettivo del completamento entro il 2025: la realizzazione di una Piattaforma Multidimensional Big Data Analytics (MBDA) capace di acquisire, integrare ed elaborare grandi moli di dati provenienti da fonti eterogenee (dati demografici, clinici, anamnestici, strumentali, referti, banche dati pubbliche, ecc.).
La metodologia MBDA di analisi di Big Data su architetture Cloud – ideata dal Prof. Alfredo Cuzzocrea (Università della Calabria) che collabora al progetto – integra la Multidimensional Analysis (OLAP) nel processo di Big Data Analytics.
Questo approccio all’avanguardia, che sfrutta anche metodi di IA, rende la piattaforma ALCMAEON uno strumento altamente innovativo per l’analisi avanzata del fenomeno della malattia di Alzheimer, sia sul piano tecnologico sia metodologico. Grazie alla sua capacità di integrare e interrogare grandi dataset multidimensionali, consente di condurre indagini mirate, identificare correlazioni tra variabili complesse ed estrarre nuova conoscenza in modo efficace.
Per queste ragioni la piattaforma MBDA si configura come uno strumento strategico per i decisori pubblici, i ricercatori, i clinici e i data scientist, offrendo insight fondamentali per orientare le politiche sanitarie e migliorare gli approcci diagnostici e terapeutici.
Il progetto prevede anche la rifunzionalizzazione in chiave MA del guanto sensoriale HTS, dispositivo medico brevettato per la valutazione quantitativa ed oggettiva dei movimenti fini della mano, capace di rilevare minimi deficit motori che possono rivelarsi di fondamentale importanza in ambito diagnostico. Tale sistema utilizzato oggi prevalentemente nell’ambito di neuropatie e riabilitazione post eventi traumatici, grazie alla sperimentazione del progetto ALCMAEON e alla collaborazione infragruppo, diventa il prototipo avanzato HTS+ per la diagnosi e la valutazione della progressione della malattia e dell’efficacia dei trattamenti nella malattia di Alzheimer.